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Lunedì 23 Luglio 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Problemi agricoltori fra siccità, lavoro e danni degli ungulati

Intervista a Paola Sacco presidente della zona di Tortona di Confagricoltura Donna Piemonte

Paola Sacco

Paola Sacco

La scorso anno si è registrato nel tortonese un calo dei raccolti prevalentemente dovuto a gelate e siccità, quali sono le previsioni per il 2018 (cereali, ortofrutta, viti, ecc.)?
“Proprio a causa della siccità dello scorso autunno i cereali a paglia hanno in generale avuto un’emergenza ritardata rispetto alle ultime stagioni ed ora si trovano per lo più verso la fine dell’accestimento. Le condizioni in generale sembrano essere buone ma è naturalmente prematuro azzardare previsioni per i raccolti. Stesso discorso per gli altri settori produttivi. La vite ad esempio a differenza delle annate passate, che ci avevano abituato ad anticipi vegetativi, quest’anno ha uno sviluppo perfettamente in linea con la stagione. Per quanto riguarda i temuti effetti negativi della gelata tardiva dell’aprile 2017, ci sono stati problemi solo su giovani impianti di vigneti nei quali, in alcuni casi, si è dovuto provvedere all’estirpo e reimpianto delle viti danneggiate. Nel comparto frutticolo, albicocche e pesche sono nella delicata fase della fioritura e questo significa in alcuni casi un ritardo di circa 15 giorni a causa del freddo e delle piogge delle ultime settimane, mentre un’attenta potatura è riuscita ad arginare i danni provocati alle piante dalle gelate del 2017. Per quanto riguarda il pomodoro da industria, altra coltura importante per l’economia agricola della nostra zona, le condizioni meteo degli ultimi giorni stanno rallentando le operazioni di trapianto”.
Si parla molto dei danni alle colture provocati da ungulati, qual è la vostra posizione in merito?
“La nostra posizione è netta, non abbiamo nulla contro gli animali, ma oggi la situazione è diventata insostenibile, il mondo agricolo non può più convivere con la fauna selvatica. La nostra associazione ormai da anni chiede risposte politiche al problema, ma invano. Non siamo per lo sterminio, ma per un contenimento regolato da leggi snelle e chiare. La situazione a nostro parere sembra ormai sfuggita di mano, la fauna selvatica oltre a compromettere i nostri raccolti è diventata anche un problema di ordine pubblico, con cinghiali e caprioli che “pascolano” liberamente alle porte della nostra città creando anche problemi di sicurezza a persone e viabilità. Sicuramente non auspichiamo che la risoluzione del problema sia affidata agli indennizzi perché, al di là dei forti ritardi nei pagamenti e delle limitazioni del regime di aiuti di Stato De-minimis, deve essere chiaro che gli agricoltori vogliono poter lavorare e produrre in modo dignitoso. Per questo continuiamo a chiedere risposte politiche chiare e determinate”.
Per quanto riguarda l’attività di Confagricoltura Tortona, quali sono i dati sul numero di iscritti e cosa producono in prevalenza?
“Nonostante negli ultimi anni si stia assistendo ad una contrazione del numero di aziende agricole, a causa della crisi che ha colpito anche il nostro settore, Confagricoltura Tortona non registra particolari variazioni nel numero degli associati. Le nostre aziende coltivano tradizionalmente cereali, orticole industriali, in collina vigneti e frutticole. Ultimamente sta nascendo in qualche associato l’interesse verso colture alternative come la quinoa o la canapa tessile”.
Si è molto discusso in questi anni di voucher e forme contrattuali per il lavoro stagionale in agricoltura. Qual è la situazione nella nostra zona e quali le richieste degli agricoltori?
“Le aziende nostre associate non hanno mai fatto largo uso dei voucher perché in genere hanno bisogno di lavoro continuativo. Quindi fino al 2016 ne sono stati usati molto pochi. Nel 2017 il sistema dei voucher è diventato estremamente complesso e non ne abbiamo avuto nessun utilizzo tra i nostri associati i quali, invece, hanno preferito le assunzioni a tempo determinato. In generale tra i nostri associati sono quindi aumentate le assunzioni di manodopera”.
Recentemente è stata eletta presidente regionale di Confagricoltura Donna. Quante sono le donne nel territorio tortonese che si dedicano all’agricoltura? Sono aumentate negli ultimi anni? Ci sono specifici incentivi per l’imprenditoria femminile?
“La percentuale di donne titolari di aziende agricole nella nostra zona è paragonabile a quella nazionale che è circa del 30%. Se a queste si aggiungono le coadiuvanti, mogli e figlie, che non sono censite, si può tranquillamente dire che nel tortonese tra gli addetti all’agricoltura con funzioni decisionali, le donne rappresentano una percentuale di tutto rispetto. Si tratta di donne che hanno spesso una formazione specifica rilevante, diplomate o laureate, e che non hanno avuto nessun aiuto particolare per l’insediamento. Ad oggi infatti non esistono purtroppo incentivi specifici per l’imprenditoria agricola femminile, fatta salva una semplice priorità, a parità di punteggio, nei finanziamenti previsti dal PSR della nostra Regione. A questo proposito riteniamo invece che politiche a favore dell’insediamento, permanenza e crescita dell’imprenditoria agricola femminile siano quanto mai necessarie, anche per il ruolo determinante che hanno le donne nel mantenere una popolazione attiva nelle campagne evitandone lo spopolamento”.

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