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Lunedì 18 Giugno 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

I possibili nuovi assetti Atc

La mappa degli Atc nel sud Piemonte

La scorsa settimana abbiamo pubblicato una esauriente relazione sull’incontro avvenuto in val Borbera, che segue quello tenuto in val Curone sulla situazione degli Atc, in particolare l’Al 3 e 4 unificati in un unico commissariamento.
Ora ci sembra opportuno fare alcune osservazioni su quanto riportato, ne abbiamo più volte parlato, ma forse occorre approfondire il problema. Un accento è stato dato in particolare alla norma regionale che limita al 10% il numero dei cacciatori provenienti da fuori regione e che comporterebbe una sostanziale diminuzione degli introiti nelle casse degli Atc con conseguente riduzione dei ripopolamenti e dell’anticipo del pagamento dei danni. Ora bisognerebbe chiedere ai 1.800 cacciatori piemontesi (che sono sostanzialmente locali) dell’Atc al 3 se sono d’accordo a prendere i circa 900 foranei, oppure cacciare più liberi nel proprio territorio.
L’obiezione è palese: dove si prendono i soldi che mancano? Se consideriamo l’acquisto di lepri all’estero e fagiani di allevamento che potrebbero, anzi dovrebbero essere sostituiti dalle nostre Zrc il risparmio è evidente e anche la resa. Certo se l’andazzo è quello attuale, con poco più di 100 lepri e zero fagiani, la questione non si risolve, ma le lepri non è vero che sono sparite: in diverse bandite ci sono, occorre determinazione e buona volontà, oltre al coinvolgimento dell’Atc, così come per i fagiani che potrebbero essere reintrodotti. Eravamo una delle zone più ricche di selvaggina, possibile che ci siamo ridotti in questo stato? Occorre una ristrutturazione radicale di tutte le Zrc ed un rinnovamento nella gestione.
Concludendo, ancora una volta, vengono tirati in ballo gli ungulati, paventando una diminuzione drastica ma improbabile di cacciatori di selezione. Come più volte abbiamo scritto, non serve l’intervento dell’esercito, ma attenzione e competenza. Molte cose si possono risolvere con buon senso, soprattutto coinvolgendo i cacciatori che dovrebbero essere, ovviamente, i più interessati.

E. L.

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