Eleva2000
puntosistemi new
Lunedì 23 Luglio 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Politica o buonsenso?

Intervento dell'ex Consigliere comunale Andrea Chiandotto

Andrea Chiandotto

Andrea Chiandotto

Politica o buonsenso? Questo è il dilemma a cui ho pensato nelle ultime settimane seguendo a distanza le vicende che hanno coinvolto l’Amministrazione comunale di Tortona. Mi riferisco in particolare alla cosiddetta “questione Colacino”. L’allontanamento dalla maggioranza da parte del Consigliere comunale che mi ha sostituito e il conseguente comunicato stampa della lista a cui apparteneva prima di prendere, in autonomia, la decisione di dichiararsi indipendente, hanno scatenato un’insolita polemica sul ruolo di Vittoria all’interno della Giunta.
Nell’ultimo Consiglio comunale, un Consigliere di minoranza ha chiesto la parola al primo punto all’ordine del giorno per chiedere al Sindaco a quale titolo l’assessore Colacino sedesse ancora nei banchi della Giunta, dopo che il Consigliere eletto in forza dei voti ottenuti da SìAmo Tortona ha deciso autonomamente di abbandonare la lista e di allontanarsi dalla maggioranza consiliare votando di volta in volta, secondo coscienza, le delibere all’ordine del giorno e il conseguente comunicato stampa della lista stessa.
Il presidente del Consiglio comunale ha tagliato corto facendo presente che al punto uno dell’ordine del giorno, dove vengono effettuate le comunicazioni del Sindaco e del presidente medesimo su questioni di particolare importanza per la città è consentito prendere la parola, da parte dei Consiglieri, solo per intervenire sulle comunicazioni eventualmente annunciate. Una risposta corretta per evitare di trasformare il momento in un “varie ed eventuali” che si trova solitamente all’ultimo punto delle assemblee associative e di condominio. Ciononostante, tale censura regolamentare ha aperto lo scenario di una probabile mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Colacino da parte della minoranza consiliare, alimentata in questi giorni da pretestuose ed infondate polemiche su alcuni giornali locali che hanno cercato di dare risalto ad una notizia che non avrebbe nemmeno senso di esistere per due motivi:
1) in nessuna fonte normativa dell’ente locale tortonese è prevista la possibilità di chiedere la sfiducia di un singolo assessore considerando che gli artt. 93 del regolamento del Consiglio comunale e 45 dello Statuto comunale prevedono la possibilità di sfiduciare il Sindaco o la Giunta – nel suo complesso – anche e soprattutto a causa del motivo numero 2) secondo cui (comma 2 dell’art. 46 del T.U.E.L. n. 267/00) i componenti della Giunta sono nominati dal Sindaco in virtù di un rapporto fiduciario.
Mi preme pertanto ricordare ai meno esperti in materia che seppur è vero che buona parte degli assessori comunali sono quasi sempre espressione di coalizioni politiche che insieme hanno raggiunto la vittoria elettorale, l’appartenenza di un assessore ad una lista e/o partito politico non è “conditio sine qua non” per far parte della squadra di governo della città. Mi preme altresì precisare, pertanto, che qualsiasi richiesta da parte di qualsiasi Consigliere potrà tranquillamente essere evasa con una semplice dichiarazione da parte del Sindaco che spieghi alla città come Vittoria sia una collaboratrice personale scelta sì sulla base di un criterio politico elettorale grazie al quale in questi quattro anni ha dato modo di meritarsi quell’incarico, anche senza un riconoscimento politico della lista che l’ha proposta e sostenuta durante la campagna elettorale. Una ventina di parole che metterebbero la parola fine ad una serie di inutili polemiche che sarebbero (a questo punto) dovute sorgere anche sulla nomina dell’assessore Bianchi – che non è espressione della lista civica di cui facevano parte l’assessore Barbieri e il vice Sindaco Silvestri – o che avrebbero dovuto sorgere, nei confronti dei due predecessori, quando il Consigliere di quella lista ha più volte annunciato di votare secondo coscienza.
Questa è la soluzione che darebbe una sana dimostrazione di buonsenso: 1) nei confronti della città – perché cambiare un assessorato a un anno scarso dalle elezioni (se si considera che gli ultimi mesi si manda avanti l’ordinaria amministrazione per dedicarsi alla campagna elettorale) non porterà sicuramente dei benefici, considerando il tempo di ambientamento; 2) nei confronti di Vittoria che nella sua totale inesperienza e consapevole dei suoi limiti ha sempre lavorato con un impegno e dedizione tali da non meritarsi un’uscita di scena così scarna di motivazioni; 3) nei confronti di chi quattro anni fa ha creduto e sostenuto le liste civiche della coalizione che hanno contribuito (in modo determinante) alla vittoria dell’attuale maggioranza.
L’altra faccia della medaglia è rappresentata da una questione politica della vicenda secondo cui sarebbe utile e doveroso cogliere questa occasione, in vista delle elezioni del prossimo anno, per mettere fuori gioco una donna che in politica ci è finita (come me) quasi per sbaglio ma che è riuscita pian piano a conquistare la stima e la fiducia di molti cittadini per il modus operandi con cui in questi quattro anni, ha lavorato per raggiungere gli obiettivi prefissati e che meriterebbe di avere la possibilità di portare a termine i progetti in cantiere per l’ultimo anno di mandato. Inutile dire che penso e spero che per una volta il buonsenso prevalga sulla politica. Così come penso e spero di non sbagliarmi sull’esito positivo di questa vicenda. Nel caso in cui dovessi sbagliarmi, penso e spero che i cittadini si ricordino di questa brutta pagina della politica tortonese, falsa e pretestuosa.

Andrea Chiandotto

.