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Mercoledì 15 Agosto 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Nuova legge regionale sulla caccia in via di approvazione

Caccia e pesca

Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte a Torino

Come tutti i cacciatori piemontesi  sanno, la nuova legge sulla caccia ha lo scopo di colmare il vuoto legislativo dopo l’abrogazione  della vecchia legge, necessaria per evitare il referendum di alcuni anni fa. Licenziata dalla commissione competente ora è al vaglio del Consiglio regionale e salvo imprevisti dell’ultima ora, l’approvazione definitiva  potrebbe arrivare entro la fine di maggio. Che la gestazione di questa legge sia stata lunga e travagliata è noto a tutti i cacciatori, i motivi sono diversi ma il fatto principale è che si contrapponevano posizioni contrarie: se le associazioni venatorie auspicavano più possibilità di  caccia, di contro gli anti caccia chiedevano più restrizioni. Non vogliamo intrometterci sulle diverse posizioni, solo ricordare che l’attività venatoria è prevista da leggi nazionali e non può essere abolita, sono anche irricevibili le drastiche limitazioni chieste da alcune parti politiche: 2 lepri e 3 fagiani in totale, 5 cinghiali in tutta la stagione di caccia, solo due giorni alla settimana e non la domenica. Ora, aspettando la definitiva approvazione di una legge quanto meno equa, vogliamo soffermarci su alcuni punti importanti: la limitazione degli uccelli cacciabili ci sembra eccessiva (praticamente tutti gli acquatici escluso germano e  alzavola, più merlo e allodola). C’è poi il problema degli Atc per i quali è previsto un ampliamento e conseguente possibilità di accorpamento; il fatto ci interessa da vicino con l’unione del nostro Atc 3 con il 4. Per ora tutto è commissariato in attesa di conoscere il parere della Consulta, chiamata in causa dal noto ricorso al Tar. Ultima cosa importante: la nuova legge prevede un diverso assetto delle Zrc,la cui superficie non  dovrà superare i 1.000 ettari; inoltre ci dovranno essere ampi  corridoi (cioè zone cacciabili fra le varie Zrc). Ciò comporterà una drastica rivoluzione: diverse Zone dovranno  essere ristrette, altre spostate, alcune addirittura abolite, se consideriamo i risultati di questi ultimi anni queste drastiche modifiche ci sembrano  opportune, sperando in un futuro più propizio per la produzione di selvaggina autoctona.

E.L.

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