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Domenica 24 Marzo 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

No Tav, anzi Sì Tav

“Se andremo al Governo verrò a Genova a dire che il Terzo Valico non si fa più, ho preso l’impegno in campagna elettorale”. Queste le rassicuranti (per i No Tav) parole pronunciate da Luigi Di Maio e riportate da un quotidiano ligure quando, nel febbraio scorso, mancavano pochi giorni al fatidico 4 marzo. Non si fece attendere la replica dell’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria, il leghista Edoardo Rixi, secondo il quale “Le dichiarazioni di Di Maio denotano l’assoluta ignoranza del territorio e dell’economia ligure”; ed ancora: “Se si attuassero le sue ‘ricette’, il primo porto del Paese si bloccherebbe con conseguenze devastanti”. Dopo l’esito delle urne, Di Maio e Salvini hanno redatto il famoso “Contratto di Governo”, documento nel quale veniva previsto lo stop al Terzo Valico, uno stop durato però un solo giorno, il tempo che il semaforo da rosso, diventasse verde. Nel frattempo Edoardo Rixi, eletto deputato, l’11 giugno scorso viene nominato Sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Il No Tav diventa Sì Tav, ma un Sì Tav tanto forte che già si parla, dopo che l’argomento era stato abbandonato per lungo tempo, del rafforzamento della tratta ferroviaria Tortona-Milano, ideale prosecuzione della nuova linea di valico. Orientamento confermato dal vice premier Salvini nel corso della recente visita nel capoluogo ligure, quando ha fatto intendere come si cercherà di percorrere velocemente la ricollocazione e la ristrutturazione di binari adeguati all’alta velocità in tale tratta, completamente pianeggiante. Una sterzata improvvisa e molto forte, perchè è ovvio, così ora si dice, che se non ci dovesse essere il collegamento diretto tra il capoluogo ligure e quello lombardo l’opera rischierebbe di essere quasi del tutto inutile.

Neo Samaritano

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