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Lunedì 20 Maggio 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Liste d’attesa di un anno per visite e vaccini in ospedale

Intanto la Regione approva delibera per ridurre tempi e assumere personale

Un anno per un vaccino e dieci mesi per un esame specialistico, anche in presenza di una patologia cronica, sono i tempi d’attesa presso l’ospedale di Tortona, nonostante i dati presenti sul sito internet dell’Asl Alessandria che comunque confermano liste che superano anche i due mesi. Un lettore ci ha inviato la fotografia della prenotazione per la visita endocrinologica: se per l’Asl Alessandria il tempo d’attesa è di 43 giorni lavorativi, in realtà, il primo giorno libero per la prenotazione effettuata il 13 aprile, risulta essere il 16 febbraio 2018, ben dieci mesi dopo. Ma se discrepanze sono state confermate anche per altri esami, la situazione non migliora per le vaccinazioni. In merito non sono disponibili dati ufficiali, ma ci viene segnalato che per svolgere un particolare vaccino contro la meningite, la lista d’attesa sarebbe di quasi un anno. Per questo motivo, il Ministero della Salute ha predisposto un piano nazionale che comprende il rinforzo del personale medico e infermieristico, proprio per ridurre questi tempi. Per quanto riguarda l’attesa per visite ed esami, la Giunta regionale del Piemonte ha recentemente approvato una delibera presentata dall’assessore Antonio Saitta: si tratta di un piano per la riduzione dei tempi d’attesa nella specialistica ambulatoriale. Gli interventi che saranno intrapresi riguardano la revisione delle agende di prenotazione attraverso l’istituzione di un “doppio binario” e l’incremento dell’attività per superare le situazioni critiche, comprendente l’assunzione di personale per aumentare il volume delle prestazioni. Entro 60 giorni le aziende sanitarie, raggruppate nelle aree di riferimento, dovranno presentare un proprio crono-programma di intervento. Come ha spiegato Saitta: “Il documento approvato è il frutto del confronto e delle proposte presentate dagli ordini professionali, sindacati, associazioni di categoria e per i diritti dei malati. Vengono precisati con chiarezza tempi e modalità delle risorse impiegate: la Regione metterà a disposizione delle singole Asl, oltre al 5% del compenso dell’attività di intramoenia, fondi supplementari per finanziare i piani, a partire dalle situazioni più critiche. In sostanza il percorso è ormai avviato, possiamo dire che entro giugno il piano sarà attivo a tutti gli effetti”. Con il doppio binario nelle agende di prenotazione, viene istituito un canale riservato unicamente alle prestazioni di “primo accesso” (nuovo paziente o nuova patologia); il secondo sarà destinato invece agli utenti affetti da patologie croniche ed alle prestazioni che non hanno particolare urgenza. Tutte le agende verranno condivise e comprenderanno: specialisti, pubblico, convenzionato e attività intramoenia. Un intervento che si affiancherà alla partenza del nuovo “Cup” unico regionale prevista nei prossimi mesi. Inoltre, per far fronte alle emergenze e alle realtà che presentano liste d’attesa più lunghe, le aziende sanitarie potranno incrementare l’attività e assumere personale. Per concludere, pare che la responsabilità dell’attuazione degli interventi e del rispetto dei tempi di attesa sia attualmente in capo ai direttori sanitari delle aziende. A monitorare l’applicazione dei piani, un gruppo di coordinamento costituito presso la direzione Sanità e un tavolo istituito entro trenta giorni, con tutti i soggetti coinvolti, dai rappresentanti delle categorie alle associazioni di cittadini.
Paola Dellagiovanna

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