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Mercoledì 13 Dicembre 2017     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

L’inutile area pedonale dell’ex convento Trinità in via Emilia

Sono trascorsi ormai tre anni dalla chiusura del parcheggio nella piazzetta ex convento della Trinità, nella zona nord di via Emilia. Nel gennaio del 2014 la Soprintendenza ai beni architettonici aveva scritto al Comune di Tortona per segnalare l’incompatibilità dell’uso della piazza come luogo di sosta per le auto e la nuova Amministrazione (insediatasi a giugno dello stesso anno), con l’ordinanza 272 del mese di luglio, stabiliva la trasformazione in area pedonale, vietando la sosta ai veicoli. Il provvedimento costituisce uno dei tanti terreni di scontro tra i commercianti del centro ed il Comune, con i primi che ciclicamente lamentano il costante ampliamento della zona pedonale senza un conseguente aumento delle aree di parcheggio. Nello specifico l’ordinanza ha proprio rimosso un’area (anche se non molto ampia) adibita a parcheggio per diversi anni e certamente utile a sostenere le attività commerciali della zona. L’Amministrazione si è limitata a prendere atto del parere della Soprintendenza e agire di conseguenza. Il giudizio dell’organo di tutela dei beni architettonici e monumentali ha dunque sostanzialmente imposto la chiusura del parcheggio e la trasformazione in area pedonale della piazza, nonostante la macroscopica inutilità del provvedimento che, alla luce delle particolari condizioni riguardanti la proprietà dell’area (gli edifici e il porticato sono privati, solo la piazza è pubblica), ha finito per causare solo disagi senza che l’area circostante e in generale la cittadinanza, possano in qualche modo usufruire della pedonalizzazione. Sarebbe interessante capire quali parametri siano stati valutati per stabilire l’incompatibilità del parcheggio e se, considerato il prolungato uso del cortile per la sosta, non ci sia la possibilità di opporsi. In conclusione, per tutelare un bene storico, si finisce per sottrarlo quasi totalmente all’utilizzo pubblico riuscendo in un colpo solo a ridurre ulteriormente gli stalli di sosta in centro, danneggiando le attività economiche e realizzando un’area pedonale pubblica con accesso unico (in edificio privato) senza utilità alcuna. Al danno ovviamente, come spesso accade, si accompagna la beffa dei notevoli costi previsti per il restauro degli immobili che si affacciano sulla piazza, che finiranno per ricadere quasi esclusivamente sui proprietari privati, considerato che, nonostante il bene sia inserito nel programma “Art Bonus” (mecenatismo con importanti sgravi fiscali), ad oggi non è stato raccolto nemmeno un euro dei 120.000 previsti per i lavori. Considerata dunque la situazione potrebbe essere opportuno un incontro tra i commercianti e il Comune per valutare, a tre anni dalla chiusura del parcheggio, le conseguenze sull’area e se non sia il caso di tornare sulla questione, magari contestando la valutazione della Soprintendenza. In alternativa programmare un utilizzo continuativo della piazza per concerti o altre attività culturali che possano quantomeno dare un significato alla pedonalizzazione forzata e ridurre in parte il disagio.
Andrea Balossino

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