Eleva2000
puntosistemi new
Sabato 16 Febbraio 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

La Regione risponde al Tar e motiva il declassamento dell’ospedale di Tortona

Depositate le risposte ai rilievi del Tar. Pochi dati (imprecisi) e la continuità con i precedenti provvedimenti costituiscono la difesa della Regione. Decisivo lo spostamento del Punto nascite

Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte a Torino

La Regione Piemonte, nei giorni scorsi, ha depositato presso il Tar le risposte ai chiarimenti chiesti dal tribunale in merito al ricorso presentato dai Comuni del tortonese contro il Piano di riordino della Sanità regionale. Finalmente, quasi un anno dopo la richiesta dei Sindaci e solo grazie ad un intervento del Tribunale, la Regione comunica le ragioni fondanti la scelta di declassare il nosocomio, potenziando di conseguenza la struttura di Novi Ligure. Il documento, che porta la firma del dottor Fulvio Moirano (Direzione regionale sanità), risulterebbe però impreciso con dati di incerta affidabilità, meritevoli almeno di un chiarimento ulteriore per le ragioni che diremo.

In particolare apprendiamo con un certo stupore che “Il numero delle prestazioni specialistiche ambulatoriali presso l’ospedale di Novi Ligure nell’anno 2013 è stato pari a 2.310.702 contro le 255.614 di Tortona”. Con simili numeri il presidio di Novi Ligure sarebbe in grado di rivaleggiare con l’Outlet di Serravalle quanto ad ingressi (5 milioni per lo stesso anno 2013), fornendo assistenza al 50% dell’intera popolazione regionale! Forse si tratta solo di un errore nella trascrizione dei dati, ma trovarlo nella risposta alle richieste di un Tribunale lascia quantomeno perplessi. Un altro punto, ribadito più volte nel documento, è l’importanza della chiusura del Punto nascite tortonese: “Occorre ribadire che la scelta regionale di individuare il presidio di Novi Ligure quale ospedale “cardine”… si pone in continuità con quanto già stabilito in precedenti atti programmatori regionali che… avevano già previsto (per Tortona – ndr) una riduzione delle discipline attraverso la disattivazione del relativo Punto nascita”. In pratica la decisione della Giunta Cota di chiudere la neonatologia a Tortona costituirebbe il punto di partenza per il declassamento. Quella scelta, peraltro portata avanti contro il parere tecnico dell’Asl Al datato 2012 (“in merito alla dotazione tecnologica, strutturale, logistica e non ultimo dei costi, la locazione che risponde a tutti i requisiti per una struttura di pediatria e neonatologia non può essere che presso l’ospedale di Tortona”) e per la quale ancora si attendono le motivazioni, non ha però alcuna continuità né punti in comune con il piano sanitario della Giunta Chiamparino, perché inserita allora nel progetto “Ospedale unico Tortona – Novi” antecedente la stesura del “Patto per la Salute 2014-2016” al quale la Regione sostiene di ispirarsi.

Un altro punto che avrebbe reso preferibile Novi a Tortona sarebbe la maggior produzione della prima in termini di prestazioni erogate nell’anno 2013. Secondo la Regione infatti: “Dai dati 2013 del Programma Nazionale Esiti risultano un numero di accessi al Pronto Soccorso più basso nel presidio di Tortona rispetto a Novi Ligure (si consideri che non era ancora stato chiuso il Punto nascite)”. Le parentesi contengono un’omissione non da poco, considerato che la chiusura del Punto nascite (insieme ad ostetricia e ginecologia) di Tortona con trasferimento a Novi è datata 1′ maggio 2013. Se quindi la Regione ha utilizzato i soli dati di quell’anno per una scelta fra le due strutture, è evidente che l’ospedale di Tortona risulti penalizzato dal trasferimento di alcuni reparti a Novi per ben otto mesi, di qui il numero di accessi più basso (23.200 a Tortona contro i 24.766 di Novi).

In conclusione, la risposta della Regione Piemonte alle richieste del Tar contiene alcune informazioni importanti, ma certo non utili a demolire l’impianto del ricorso presentato dai Comuni del tortonese, anzi, confermandone in molte parti la validità. I dati riportati, assolutamente insufficienti considerata l’importanza del provvedimento (riguardanti il solo anno 2013) sono letti in modo strumentale e senza alcuna attenzione per le date o la realtà dei fatti, certificando (ennesima conferma) lo scarso, se non addirittura inesistente, lavoro di istruttoria svolto dalla Regione nello stilare il Piano di riordino della sanità. Sorvolando sui mirabolanti numeri delle prestazioni erogate a Novi, frutto certamente di un errore nella stesura del documento, le motivazioni finiscono per rimanere limitate alla presenza o assenza di alcuni reparti (punto nascite, ostetricia e ginecologia), sottratti a Tortona contro il parere di una relazione tecnica e senza motivazione alcuna a sostenere il provvedimento. In nessuna considerazione sono poi stati tenuti gli elementi relativi agli investimenti – inclusi quelli rilevanti della Fondazione Cr Tortona – ed alla qualità del complesso. Rispetto a questa decisione che ha provocato un naturale aumento della mobilità passiva verso Voghera, con conseguente aggravio dei costi per Regione Piemonte, la Giunta Chiamparino sembra rivendicare una ideale continuità che appare decisamente ipocrita se consideriamo l’atteggiamento di contestazione tenuto dal PD e dal centrosinistra in generale nei confronti dei provvedimenti del presidente leghista in ambito sanitario durante il suo mandato.

La speranza è che queste incongruenze e contraddizioni spingano il Tar a riconoscere la validità del ricorso anche se, scegliendo di riferirsi allo spostamento del Punto nascite e dei reparti collegati come motivazione principale della scelta fra Novi e Tortona per l’assegnazione del Dea (ricordiamo che i tre reparti sono fondamentali per assegnare la rianimazione), la Regione si è tutelata, consapevole dell’impossibilità di impugnare quel provvedimento, essendo ormai trascorsi i termini per presentare un ricorso.

Andrea Balossino

.