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Lunedì 20 Novembre 2017     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

La mostra sui Longobardi a Pavia con reperti di Dertona

Venerdì 1 agosto si è aperta a Pavia, presso il Castello Visconteo, una importante mostra: “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, aperta fino al 3 dicembre e che sarà riallestita al Museo Nazionale di Napoli e all’Ermitage di San Pietroburgo.
Nell’amplissima documentazione archeologica e storica presentata in un allestimento originale e vivace, sono esposti anche alcuni reperti provenienti dall’antica Dertona. Si tratta di tre gioielli provenienti da tombe di notabili goti, presenti in città al tempo del re Teodorico. Il primo è la fibbia gemmata esposta nel vicino museo alessandrino, proveniente dalla collezione Di Negro Carpani, affidata dal nobile ad Alessandria, per il disinteresse dei nostri concittadini di fine Ottocento. Gli altri, una fibbia in cristallo di rocca e un anello di fibbia in materiale vetroso, sono stati ritrovati nei ricchi corredi tombali, rinvenuti una decina d’anni fa presso l’attuale piazza Tito Speri, custoditi nei magazzini archeologici torinesi, in attesa di una loro speriamo prossima esposizione nel futuro Museo cittadino. La loro ricchezza documenta l’importanza del periodo tardo antico della nostra città, una delle poche città padane a rimanere sempre presente e fortificata, nel VI e VII secolo, quando le guerre tra Goti e Bizantini e poi tra Longobardi, Franchi e ancora Bizantini devastavano la penisola e cancellavano città molto più grandi al tempo dei Romani.
Nell’imponente catalogo, prodotto in base a ricerche durate quindici anni densi di ritrovamenti e studi innovativi, si chiariscono le storie economiche e geopolitiche di un territorio che faceva perno su Pavia, capitale del regno longobardo, e sulle zone vicine, compresa la nostra. Sorprendentemente attuali le considerazioni sulle conseguenze dell’ingresso dei Longobardi nel gioco del controllo della penisola.
Di rilievo segnalare che la mostra indirizza a vari percorsi artistici e archeologici che riguardano l’intera città e dintorni di Pavia, ricchi di segni di quei secoli.
Giorgio Gatti

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