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Sabato 15 Dicembre 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Il commento del Derthona Basket al nuovo campionato A2

In riferimento a quanto letto sui media, su quello che dovrebbe essere il pensiero del vice presidente Laguardia, vogliamo esprimere la nostra idea in merito alla stagione di A2 2015-16. La finale play off alle porte vede il naturale termine del cammino di questa esperienza distinta nei due gironi di Gold e Silver che hanno dato la possibilità di ambientarsi a tutte le società in quello che è a tutti gli effetti il secondo campionato nazionale. Ci sono ancora alcune cose da perfezionare come gli impianti, ma come sappiamo, nella realtà italiana, queste sono cose che dipendono dalle Amministrazioni locali non dalle società. Nessuna società è proprietaria di impianti con una capienza 2 mila posti, anzi ci risulta che molte realtà siano in difficoltà a rispettare gli impegni presi con i proprietari dei palazzetti (Comune). Quindi la Fip ha redatto le Doa pensando a non penalizzare alcuna squadra per una mancanza oggettiva. Ora si tratta di decidere come gestire questo gruppo di 32 squadre che nella prossima stagione giocheranno la A2. Il vice presidente Laguardia e tutti i consiglieri federali hanno la forza di sancire questo nuovo campionato. ”Nessun padre potrà accontentare i propri figli in egual modo ma può indicare la strada giusta per crescere”. E questa nuova Legadue ha fame di crescere e consolidarsi. Se pensiamo a quanto accaduto nella passata stagione emerge che due squadre hanno dovuto abbandonare il campionato e nessuno vuole che questo si ripeta. Riteniamo che creare un’egemonia o voler “armonizzare” il campionato è un innaturale modo per far crescere la pallacanestro. In serie A ci sono evidenti differenze di budget e le società sono consapevoli dei propri limiti ma la dignità è alla pari per tutte. Tutto questo fa crescere e migliorare il movimento. Dividere le squadre aventi diritto in due gironi “meritocratici” sancirebbe di fatto un mantenimento dello status quo, con due raggruppamenti separati per livello tecnico, budget, ambizioni e interesse. Solo un criterio geografico (quale esso sia) può salvaguardare la reale uniformità di un campionato che unico deve essere in ogni sua sfumatura. Noi pensiamo che sia arrivato il momento di concretizzare il progetto della A2 e che la Fip, con grande coraggio e determinazione, affronti questo campionato come la novità che, tra qualche anno, racconteremo come il gesto che ha rivoluzionato il secondo campionato nazionale.

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