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Giovedì 15 Novembre 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Rottamazione delle cartelle Equitalia – Aggiornato al testo definitivo

Guida alla sanatoria, punti principali, chiarimenti, modalità e termini di adesione

Logo Equitalia

Negli ultimi mesi hanno destato molta attenzione, soprattutto a livello mediatico, la notizia della soppressione di Equitalia e la cosiddetta “rottamazione” delle cartelle di pagamento, inserite dal Governo nel decreto legge n. 193 del 22 ottobre scorso, riguardante le “Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili“. Prima ancora che il testo legislativo venisse pubblicato, numerose e soprattutto diverse, sono state le voci circolate riguardo i debiti inclusi nella sanatoria e le “agevolazioni” studiate per deflazionare il carico pendente delle somme a credito non ancora riscosse da parte di Equitalia. Questo ovviamente ha generato non poca confusione sulle modalità di applicazione e sugli importi effettivamente coinvolti nel “maxi sconto”.

Di seguito pubblichiamo quindi una “guida alla rottamazione“, per cercare di fare chiarezza sui punti salienti e sulle tempistiche da rispettare per beneficiare della sanatoria, tenendo presente che il testo definitivo sarà pubblico dopo il 23 dicembre e che sono in corso di discussione numerosi emendamenti (in particolare sul numero delle rate e il periodo di riferimento delle cartelle).

Cosa succede ad Equitalia

A partire dal 1′ luglio 2017, l’agenzia di riscossione verrà sciolta e le società del Gruppo cancellate senza procedura di liquidazione dal Registro delle imprese.
Per garantire continuità e funzionalità dell’attività di recupero credito viene quindi istituito un nuovo ente pubblico economico chiamato “Agenzia delle entrate – Riscossione“, che subentrerà in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, di Equitalia.

Come aderire alla “rottamazione”

E’ necessario inviare la “Dichiarazione di adesione alla definizione agevolata” tramite la sottoscrizione del “Modello DA1” disponibile on line sia sul nostro sito internet (lo trovate al termine dell’articolo), che su www.gruppoequitalia.it, oppure in forma cartacea presso tutti gli sportelli presenti sul territorio.

Modello DA1 Equitalia

Entro quando

Il modello debitamente compilato deve essere presentato entro e non oltre il 23 gennaio 2017, consegnandolo direttamente agli sportelli oppure inviandolo tramite posta elettronica (e-mail o pec) ad uno degli indirizzi riportati nella tabella sottostante, allegata anche alla modulistica.

Elenco caselle email e pec Equitalia

Quali importi sono compresi nella sanatoria

La “rottamazione” pur riguardando una larga parte delle somme affidate ad Equitalia, non è però consentita per tutti i debiti. Sono compresi infatti gli importi iscritti a ruolo ed affidati all’agente della riscossione fra il 1′ gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2015, escludendo di fatto le cartelle “pre nuovo millennio” e quelle del 2016.
Inoltre sono tagliati fuori i debiti inerenti:

  • risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea (dazi della tariffa doganale e contributi previsti nell’ambito della produzione dello zucchero);
  • Iva riscossa all’importazione;
  • somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada.

Chi può aderire alla definizione agevolata

Tutte le persone i cui debiti affidati all’agente della riscossione rientrino nei parametri indicati, anche se ne abbiano già pagato una parte o abbiano richiesto la rateazione. In quest’ultimo caso, qualora la dilazione di pagamento sia pendente, devono risultare in regola con i versamenti in scadenza dal 1′ ottobre al 31 dicembre di quest’anno. Possono inoltre aderire alla sanatoria le persone che siano precedentemente decadute dal beneficio della rateazione.

Cosa si dovrà pagare

L’ammontare complessivo delle somme dovute da ciascun debitore sarà conteggiato e comunicato da Equitalia entro il 24 aprile 2017. Chi aderisce dovrà versare l’importo residuo inizialmente richiesto a titolo di capitale e interessi, senza corrispondere:

  • sanzioni;
  • somme aggiuntive;
  • interessi di mora.

A queste andranno aggiunti:

  • l’aggio dell’agenzia di riscossione;
  • il rimborso delle spese per le procedure esecutive;
  • il rimborso delle spese di notifica delle cartelle di pagamento.

Per determinare l’importo da corrispondere per quanti abbiano già pagato parte delle rate, si terrà conto degli importi versati esclusi quelli a titolo di sanzioni, somme aggiuntive, interessi di dilazione e mora che non saranno rimborsabili. Per quanto riguarda invece le multe stradali la sanatoria si applica limitatamente agli interessi e maggiorazioni previste dalla legge.

Come si paga

Il versamento si può effettuare in un’unica soluzione oppure in modo dilazionato, nel limite massimo di quattro rate (sulle quali saranno dovuti gli interessi):

  • con domiciliazione sul conto corrente bancario, le cui coordinate andranno indicate nel “Modello DA1″ (mentre il modulo per l’addebito da presentare alla propria banca sarà inviato dall’agente della riscossione);
  • bollettini precompilati, che Equitalia è tenuta ad allegare alla comunicazione da inviare entro il 24 aprile 2017;
  • direttamente presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

Il pagamento della prima o dell’unica rata determina, riguardo gli importi assoggettati alla “rottamazione”, la revoca automatica delle eventuali dilazioni precedentemente richieste ed ancora in corso.

Scadenze ed importi delle rate

Nel caso in cui venga richiesto il pagamento dilazionato, dovrà essere indicato nella dichiarazione anche il numero di rate prescelto, nel limite massimo di quattro. L’ammontare dei singoli versamenti, giorno e mese di scadenza verranno comunicati direttamente da Equitalia. In ogni caso, le prime due rate saranno ciascuna pari ad un terzo dell’importo complessivo, mentre la terza e la quarta ad un sesto. La scadenza della terza rata non potrà superare il 15 dicembre 2017, mentre la quarta il 15 marzo 2018.

Cosa succede ai giudizi pendenti

Qualora vi siano giudizi pendenti riguardanti le somme per cui è stata richiesta la “rottamazione”, vanno indicati nella dichiarazione di adesione dal debitore, che sottoscrivendola si impegna a rinunciare ai procedimenti.

…e alle procedure esecutive

Con l’adesione alla sanatoria, Equitalia, relativamente alle somme di cui si chiede la definizione agevolata, non può:

  • avviare nuove azioni esecutive;
  • iscrivere fermi amministrativi o ipoteche (rimangono salvi invece quelli precedenti);
  • proseguire le procedure di recupero coattivo in corso (a meno che non si sia già tenuta la prima vendita all’incanto con esito positivo, presentata istanza o emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati).

Cosa succede se non pago

Nel caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento anche di una sola rata, la “rottamazione” diviene inoperante; l’importo dovuto ritorna ad essere quello precedente, completo di sanzioni ed interessi; riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza; i versamenti effettuati nel frattempo sono incamerati a titolo di acconto sulla maggior somma richiesta, che non può più essere rateizzata.

…e se ho già pagato tutto

Qualora il debitore, per effetto dei pagamenti parziali già effettuati, anche a seguito di rateazione, risulti avere già corrisposto integralmente l’importo complessivo al netto delle sanzioni, somme aggiuntive ed interessi di mora, per poter beneficiare dello “sconto” derivante dalla sanatoria deve comunque aderire inviando la dichiarazione entro il 23 gennaio 2017.

Infografica riepilogativa della "rottamazione"

Posso “rottamare” solo alcuni debiti

Ovviamente la sanatoria non deve essere richiesta obbligatoriamente su tutti i carichi pendenti, ma si può scegliere di “rottamarne” solo una parte. In questo caso va indicato nel prospetto alla prima pagina del “Modello DA1″ il numero identificativo della cartella di pagamento di Equitalia, il riferimento interno dell’avviso di accertamento esecutivo oppure il numero dell’avviso di addebito dell’Inps. E’ inoltre possibile richiedere la definizione agevolata per alcuni dei debiti contenuti negli atti indicati in precedenza. Per fare questo bisogna compilare anche il prospetto alla seconda pagina della modulistica, indicando il numero di ruolo corrispondente alla somma che si vuole sanare (se la definizione riguarda solo alcuni degli Enti presenti in cartella) o anche il riferimento numerico alla voce “Estremi dell’atto” (se ci si riferisce solamente ad alcuni importi di competenza però dello stesso ente). Nell’ipotesi in cui non vengano inserite queste informazioni, la dichiarazione di adesione s’intenderà riguardante tutti i debiti presenti nelle cartelle o indicati nella prima pagina del modulo.

Assistenza per la compilazione

Le istruzioni del “Modello DA1″ sono scaricabili dal nostro sito al termine dell’articolo o da quello dell’Agenzia di riscossione su www.gruppoequitalia.it, a cui è possibile richiedere informazioni agli sportelli, tramite i servizi on line, oppure chiamando il numero 060.101. Eventuali informazioni possono essere richieste anche alla Redazione di Panorama di Tortona al numero 0131-868.309.

Scarica qui:

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Aggiornamento post approvazione testo definitivo

Nella seduta di giovedì 24 novembre, il Senato ha approvato in via definitiva il decreto legge in materia fiscale nel quale è inclusa la “rottamazione” delle cartelle di Equitalia, rendendo ufficiali diverse modifiche al testo originario, che vanno a toccare alcuni aspetti importanti della sanatoria.

Cosa cambia

  • A rientrare nella definizione agevolata non saranno più solamente i carichi pendenti iscritti a ruolo fra il 1′ gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2015, ma anche quelli affidati ad Equitalia nel 2016.
  • La possibilità di dilazionare il debito rimane, ma si passa da un massimo di quattro rate a cinque.
    • Le prime tre dovranno essere corrisposte nei mesi di luglio, settembre e novembre 2017, coprendo il 70% dell’ammontare complessivo ricalcolato;
    • le ultime due ad aprile e settembre 2018 per il restante 30%.
  • Cambia anche il termine ultimo per aderire alla “rottamazione” che viene prorogato dal 23 gennaio al 31 marzo 2017.
  • Chi avesse già aderito alla definizione agevolata, sempre entro tale data potrà integrare la dichiarazione presentata.
  • La comunicazione di Equitalia indicante l’importo da pagare e l’ammontare delle singole rate non sarà più inviata entro il 24 aprile 2017, ma entro il 31 maggio 2017.
  • Per quanto riguarda le rateazioni già in essere, riferite a carichi di cui si vuole comunque chiedere la definizione agevolata, dovranno essere pagati gli importi in scadenza fino al 31 dicembre 2016, mentre i successivi rimangono sospesi fino alla scadenza della prima o unica rata del debito “rottamato”.
  • Oltre alle somme già escluse, non sarà possibile sanare i debiti derivanti da sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie, degli obblighi relativi ai contributi e premi dovuti dagli enti previdenziali.

Aggiunte al testo originario

Per consentire ai debitori di individuare gli importi ricompresi nella sanatoria, l’agenzia di riscossione deve fornire agli interessati i dati necessari sia presso i propri sportelli, che tramite l’area riservata del sito www.gruppoequitalia.it.

Inoltre, entro il 28 febbraio 2017, Equitalia avviserà (con posta ordinaria) i debitori, riguardo i carichi affidati nell’anno corrente per i quali alla data del 31 dicembre 2016 non risulti ancora notificata la cartella di pagamento, l’avviso di accertamento o addebito.

Per quanto riguarda gli eventuali debiti non ricompresi in un piano di rateazione già in essere al momento della conversione in legge del decreto fiscale, potranno essere comunque dilazionati, pur non aderendo alla “rottamazione”, se al momento dell’adesione erano trascorsi meno di sessanta giorni dalla notifica.

Potranno essere ricompresi nella sanatoria anche gli importi relativi alle procedure per la composizione della crisi da “sovraindebitamento”, di cui non dovranno essere pagate sanzioni, somme aggiuntive ed interessi di mora.

Infine, si apre anche alla possibile definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali per cui la riscossione veniva curata in proprio oppure tramite un’agenzia diversa da Equitalia:

  • l’esclusione delle sanzioni ed eventualmente degli interessi di mora per gli enti che decideranno di consentire la definizione agevolata sarà disciplinata con un apposito provvedimento entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, comunicato sul proprio sito internet istituzionale entro altri 30 giorni.
  • Con tale atto vengono stabiliti anche:
    • il numero delle rate e la relativa scadenza (che non può superare il 30 settembre 2018);
    • le modalità di adesione per i debitori;
    • i termini di presentazione della dichiarazione e di risposta dell’ente (con comunicazione riguardante il debito complessivo, scadenza e importi delle rate).

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