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Mercoledì 20 Marzo 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Giocare d’anticipo

Non poteva che suscitare polemiche, il rapporto dell’Ires (Istituto ricerche economiche sociali) del Piemonte sullo stato della sanità in regione, diffuso la scorsa settimana. Il documento era stato richiesto dal Consiglio regionale lo scorso autunno, su proposta di Domenico Ravetti (PD), ma naturalmente gli esiti di uno studio legato esclusivamente a numeri e finanze ha finito per scontrarsi con la realtà e le esigenze dei residenti. Per quanto infatti riguarda la situazione nell’alessandrino ed in particolare Tortona, il suggerimento dell’Ires è quello di “alienare l’ospedale”, soluzione comune al nosocomio di Novi Ligure, per investire invece sulla realizzazione di un nuovo ospedale unico, con il coinvolgimento di realtà private. Questo nella sostanza, l’opinione mutuata da un’analisi degli investimenti e delle esigenze sanitarie del territorio, numeri alla mano. L’opposizione in Consiglio regionale si è scatenata, inducendo l’assessore Saitta a smentire immediatamente qualsiasi ipotesi di vendita dei due ospedali, ma non quella di una nuova struttura unica, progetto a dire il vero ciclicamente riproposto da più parti (politiche) nel corso degli anni, recentemente proprio dallo stesso Ravetti. Ma anche nel PD, la polemica è deflagrata a livello locale, spingendo il segretario tortonese Marco Balossino a rassegnare le sue dimissioni, ben conscio che lo studio rappresenta un autogol clamoroso, in vista delle elezioni, il prossimo anno, sia regionali che locali. Ma tornando all’ipotesi dell’ospedale unico: un’indiscrezione di queste ore, fa pensare che almeno per una volta, Tortona stia cercando di lavorare con lungimiranza. Giovedì scorso, la Giunta ha infatti discusso nuovamente del nuovo Piano regolatore generale che comprenderebbe una vasta area dove ipotizzare la realizzazione del nuovo ospedale. Ovviamente, si tratterebbe della zona esterna della città verso Alessandria, rispettando le caratteristiche di una struttura “di confine” che dovrebbe servire un’area più vasta della nostra città. Insomma, l’idea è quella di tenersi pronti, nel tentativo per una volta, di giocare d’anticipo in questa lunga “partita” sulla sanità che sinora ha visto Tortona sempre perdente.

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