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Giovedì 15 Novembre 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

E’ Tortona la città più ‘ricca’ della provincia?

Reddito medio più alto fra i Comuni capozona: 21 mila 168 euro contro 19 mila 618 di Novi Ligure, 18 mila 668 di Alessandria e addirittura 16 mila 964 per Valenza la "città dell'oro".

Un scorcio della via Emilia a Tortona

LE DICHIARAZIONI DEI REDDITI IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA (DATI C

Se non fosse confermato dai dati (riferiti comunque al 2012) ci sarebbe da non crederci, ma a giudicare dalle somme imbonibili nelle dichiarazioni dei redditi, Tortona è la città capozona più ricca della provincia. Secondo la puntuale relazione compilata dal sindacato Uil infatti, il reddito medio dall’analisi delle somme dichiarate nel 2013 (e quindi riferite all’anno precedente) dei tortonesi è 21 mila 168 euro, molto più dei 18 mila 668 di Alessandria, 19 mila 618 di Novi Ligure, per non parlare della “città dell’oro” Valenza dove la media dei redditi si ferma addirittura a 16 mila 964. Tornando ai dati di Tortona, la maggior parte dei redditi dichiarati (10.003) sono da lavoratore dipendente, con una media di 24 mila 370 euro; seguono i pensionati (8.073) con 16 mila 680 euro; le rendite finanziarie (1.106) con 17 mila 862 euro; imprenditori (819) con 20 mila 312 euro ed i leberi professionisti (479) con 39.039 euro. Fra i paesi dfel circondario, il più “ricco” è Gavazzana con 109 dichiarazioni ed un reddito medio di 26 mila 422 euro, seguito da Spineto Scrivia: 275 dichiarazioni, media 22 mila 206. Il più “povero” è invece Costa Vescovato che con 265 dichiarazioni si ferma ad una media di 14 mila 911 euro, ben al di sopra comunque di Alice Bel Colle, paese alessandrino con reddito medio più basso, 12 mila 845 euro.  Fra i centri più popolati del tortonese comunque, va segnalato Viguzzolo con la media di 19 mila 261 euro, mentre il reddito medio a Castelnuovo Scrivia, Pontecurone e Sale, rimane rimane sui 17 mila. Per quanto riguarda i dati complessivi provinciali, i redditi dichiarati dagli oltre 325 mila contribuenti residenti in provincia di Alessandria corrispondono a 18.668 euro, a fronte di una media regionale di 19.545 euro e della media nazionale di 18.604 euro. Nello specifico, in provincia di Alessandria, i lavoratori e lavoratrici dipendenti dichiarano un reddito medio di 21.187 euro; i pensionati un reddito medio di 15.629 euro; i liberi professionisti (avvocati, medici, farmacisti, commercialisti, notai ecc), dichiarano un reddito medio di 37.476 euro; gli imprenditori, commercianti e artigiani dichiarano un reddito medio di 18.851 euro; coloro che vivono con redditi provenienti da rendite finanziarie e immobiliari dichiarano un reddito medio di 15.613 euro. L’88,2% dei contribuenti alessandrini hanno reddito da lavoro dipendente e pensione. In particolare il 45,3% sono lavoratori e lavoratrici dipendenti; il 42,9% dichiarano redditi da pensione; l’1,7% redditi da lavoro da professioni; il 4,5% redditi da impresa, il 5,6% sono rentier (cioè vivono grazie a rendite finanziarie o immobiliari). “La “fotografia” reale delle dichiarazioni dei redditi nella nostra provincia – ha commentato Aldo Gregori, segretario generale Uil di Alessandria – dimostra come le dichiarazioni dei redditi non rispecchiano la reale situazione di “ricchezza” delle famiglie e sono lo “specchio” di come l’evasione fiscale nella nostra provincia, e non solo, abbia raggiunto livelli patologici, se è vero come è vero che i lavoratori dipendenti dichiarano redditi superiori ai loro datori di lavoro e che i pensionati pagano più tasse di coloro che vivono di rendita. Anche i dati emersi dallo studio pubblicato su Italia Oggi di dicembre scorso( realizzato in collaborazione con l’equipe coordinata da Alessandro Poli, docente di statistica economica dell’Università La Sapienza di Roma) evidenziano una discrepanza tra il disagio sociale (l’occupazione in provincia di Alessandria è calata vertiginosamente, nel 2013 si posizionava al 29′ posto mentre nel 2014 è scesa al 53′ posto in classifica) e il tenore di vita che ci porta al 7′ posto in classifica in Italia, con un spesa mensile pro capite per consumi di 1.215 euro ( cifra in molti casi più alta di stipendio e pensione). E’ una forte anomalia indice di sommerso? Tornando ai dati, in 21 Comuni alessandrini si evidenzia un reddito medio al di sopra della media provinciale; in 53 Comuni un reddito medio superiore alla media regionale; in 56 Comuni un reddito medio superiore alla media nazionale. I dati del rapporto insomma, evidenziano la triste realtà della nostra provincia e mettono ancor più in evidenza come vi sia un tema che riguarda soprattutto, ma non solo, i redditi da pensione. E’ necessario mettere fine a questa deriva che sta spingendo centinaia di migliaia di persone che vivono con una pensione che un tempo era anche “decente”, ai limiti della soglia di povertà. Per questo chiediamo al Governo nazionale, ma anche ai Sindaci di tutti i Comuni alessandrini, di mettere in atto misure urgenti per ristabilire quell’equità sociale di cui non vi è più traccia in questo Paese. Ma al tempo stesso occorre rafforzare la contrattazione sociale locale ,che unitariamente si sta facendo, anche con mobilitazioni , affinché i Comuni nei prossimi Bilanci di previsione tengano conto della realtà dei fatti e, con le loro manovre fiscali sulla Tasi, Tari e Irpef comunale, non penalizzino ancora di più chi vive con redditi fissi, insieme ad un forte impegno per contrastare l’evasione fiscale“.

 

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