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Lunedì 18 Giugno 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Consiglio comunale diventa un’assemblea sul commercio

De Luca lascia formalmente la maggioranza ma vota comunque il previsionale 2018. Folto pubblico

Ha riservato più di una sorpresa la seduta del Consiglio comunale di martedì 27 febbraio, che avrebbe dovuto discutere il bilancio di previsione 2018: così è andata, nel senso che il documento è stato approvato, ma l’attenzione di tutti era rivolta alla mozione presentata dal PD sulla crisi del commercio, con una serie di improvvisazioni per rimediare agli evidenti “errori politici” commessi. Il primo errore a nostro parere è stato commesso nella gestione del Consiglio comunale: benché il regolamento consenta di fare diversamente, la seduta dedicata al bilancio, dovrebbe essere monotematica e ci ha molto stupiti apprendere che invece, la discussione sarebbe stata preceduta da due mozioni di discreta importanza (quella appunto sul commercio e l’altra presentata da Morreale, sulle frazioni). L’altro errore, commesso dal gruppo consiliare PD riguarda la tempistica nel presentare il documento: troppo ravvicinato alle elezioni politiche che vedevano candidata l’assessore al commercio. Un’iniziativa forse pensata anche per rimarcare il lavoro sin qui svolto e quelle da intraprendere (sulla scorta dell’intervento di qualche settimana fa del segretario Balossino) ma che si è velocemente trasformata in un boomerang per il partito e soprattutto per l’assessore. Non a caso, nel pomeriggio era circolata la voce che il PD potesse ritirare la mozione, salvo poi cambiare idea pare anche per le pressioni del Consigliere De Luca. E proprio da De Luca è arrivata un’altra sorpresa: ad inizio seduta annunciava infatti di lasciare la lista SìAmo Tortona per dichiararsi indipendente e di fatto, uscire dalla maggioranza, o almeno proclamare il voto “secondo coscienza” seguendo le orme di Franco Carabetta che si era già mosso in questo senso dallo scorso autunno. Sempre De Luca che ricopre pure l’incarico di presidente dell’Unione Commercianti, aveva nei giorni precedenti, inviato una lettera ai negozianti chiedendo di presenziare al Consiglio dove si sarebbe discussa la mozione. In aula erano infatti presenti una quarantina di commercianti, alcuni dei quali avevano frainteso l’invito, pensando più di partecipare ad una riunione che non assistere al Consiglio. Insomma, un gran pasticcio, risolto con un’improvvisazione: l’assessore Graziano si è spostata in sala Romita (mentre il Consiglio era in corso!) per accogliere e discutere con i commercianti. In un’aula quindi svuotata di pubblico si procedeva ad approvare il bilancio con “l’enigma De Luca” che proseguiva con la decisione, nonostante l’uscita dalla maggioranza, di votare favorevolmente per il bilancio, apprezzando l’introduzione del contributo di 10 mila euro per il commercio. Intanto, al piano di sopra, l’assessore Graziano e il dirigente Bagnera ascoltavano il gruppo di commercianti, inizialmente molto agguerrito, poi decisamente più comprensivo nei confronti del Comune, facendo emergere invece qualche dissapore proprio nei confronti delle associazioni del commercio… Alla fine, poco da segnalare, dato che di proposte concrete non ne sono emerse, mentre resta la disponibilità del Comune a tenere aperto un tavolo di confronto (come sempre d’altronde!). E la mozione? Altra sorpresa: proprio quando si poteva pensare che la minoranza avrebbe duramente attaccato l’Amministrazione ed il PD per la discutibile gestione della serata, i Consiglieri d’opposizione decidevano di “graziare” la maggioranza, limitandosi a proporre un emendamento (che ribadiva la necessità del dialogo con i negozianti) ed a votare all’unanimità il documento. Insomma, boomerang scansato grazie anche alla scarsa mira dell’avversario. Alla fine, dopo mezzanotte, è stata discussa anche la mozione di Morreale sulle frazioni, pure questa emendata dalla maggioranza (con lievi modifiche formali) e votata all’unanimità.

Il testo votato all’unanimità

Valutata la condizione di criticità nella quale versa il sistema di distribuzione commerciale in sede fissa. Criticità che, seppur non esclusivamente tortonese, ha colpito la nostra città in modo molto rilevante. Considerate le ragioni della progressiva rinuncia di operatori commerciali ad esercitare la loro attività, causate da strategie che nulla hanno a che fare con le questioni locali ma che sono parte di un fenomeno generale che tende a ridurre gli spazi dell’auto organizzazione di impresa, concentrando la ricchezza in pochi e governati passaggi. Ricordate le occasioni in cui questa Amministrazione ha saputo sfruttare le opportunità che si sono presentate per rafforzarne la capacità di Tortona di essere centro commerciale naturale, in particolare attraverso: il Programma di Qualificazione Urbana che ha permesso la realizzazione di importanti lavori di riqualificazione degli spazi urbani in via Carducci, corso Montebelllo, corso Leoniero e largo Borgarelli, offrendo altresì favorevoli occasioni di cofinanziamento degli interventi dei privati sulle esteriorità degli esercizi commerciali; la riqualificazione dell’illuminazione pubblica in via Emilia, attraverso la sostituzione delle lampade con impianti led, a basso consumo, più luminosi; la sospensione dell’isola pedonale in via Emilia Nord, istituita dalla precedente Amministrazione, con contestuale potenziamento dei parcheggi liberi nella zona, a discapito dei parcheggi a pagamento; realizzazione di nuove aree pedonali condivise in prossimità del polo culturale cittadino tra via Bandello, piazza Arzano e piazza De Amicis; valorizzazione del centro quale teatro di importanti eventi, tesi a richiamare nel centro cittadino quanto più pubblico possibile, come Arena Derthona riportata nelle centrali piazza Duomo e Allende, “Street food”, Mercato degli ambulanti di Forte dei Marmi primi in Provincia, “Perosi-Tortona Città della Musica” con invasioni musicali e numerosi concerti; auspicano che i vuoti creatisi sia in periferia che in centro non vengano accettati come una presa d’atto indifferente, come un effetto collaterale di fenomeni economici più grandi di noi nella convinzione che in quei vuoti si annida l’impoverimento reale e morale della città stessa. Affermano con forza che il depauperamento del tessuto urbano e sociale diviene un rischio che dobbiamo tentare, in ogni modo, di contribuire a contenere fidando che la ripresa economica possa ridare vigore in modo naturale al settore del commercio. Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri impegnano il Sindaco e la Giunta ad individuare, nel rispetto dei vincoli normativi e procedurali, ogni via per sostenere e rivitalizzare la rete della distribuzione centrale, semiperiferica e periferica, dando attuazione ad ogni provvedimento che possa contribuire al sostegno di coloro che intendano re-impiantare attività commerciali e di servizio capaci di dare decoro alla nostra città tramite la tempestiva convocazione di un tavolo aperto agli operatori del settore che arrivi alla formulazione di proposte o di esperienze di monitoraggio che portino a risultati fattivi e condivisi erga omnes.

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