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Giovedì 20 Giugno 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Confronto fra Bardone e Berutti: ancora 5 anni di rigore per il Comune?

L'incontro fra il Sindaco ed il suo predecessore, domenica 14 settembre, allo Chalet

Il Consigliere Regionale ed ex Sindaco Massimo Berutti, l'avvocato Marco Balossino e il Sindaco Gianluca Bardone

Il confronto tra il Sindaco di Tortona Gianluca Bardone ed il suo predecessore, Massimo Berutti, era probabilmente il più atteso fra gli incontri organizzati dal Partito Democratico, nell’ambito della “Festa dell’Unità”. Peccato che come spesso accade in queste occasioni, non si riesca ad interessare un pubblico che vada oltre i “soliti” addetti ai lavori, a dire il vero in questa occasione neppure troppo numerosi, causa forse l’infelice scelta di giorno ed orario, domenica alle 18.30. Eppure, gli spunti interessanti non sono mancati nel confronto moderato da Marco Balossino, altro ex primo cittadino, anche se il clima “elettrico” della campagna elettorale è ormai lontano. Intanto, da sottolineare come le differenze fra “vecchio” e “nuovo” non siano più così nette, di fronte ai dati di un bilancio comunale “asfittico” che costringe anche la nuova Amministrazione a fare i conti con la politica del “rigore” ed il termine “alienazioni” non sia più tabù per il Centro Sinistra tortonese. Altro tema affrontato, il continuo cambio di guida delle Amministrazioni tortonesi che hanno forse impedito negli anni, la realizzazione di un progetto compiuto per la città, come invece avrebbe potuto garantire una maggiore continuità: un ostacolo certo, anche se ancora più d’intralcio paiono essere leggi e “paletti” imposti dal Governo centrale che spesso impediscono alle Amministrazioni locali di portare avanti piani a lungo termine, a causa dei frequenti “stravolgimenti” di norme e regole a livello a nazionale. Importante differenza fra le due visioni politiche, il destino delle società partecipate, Atm in particolare: Berutti aveva dato avvio alla liquidazione, Bardone ha scelto di salvare l’azienda che per ora resterà “ferma” in attesa di poter ridiventare (forse) punto di riferimento per la gestione dei servizi in città. Ma la questione che sta forse più a cuore anche ai cittadini, è comprendere quando il Comune potrà dire concluso il periodo di crisi e rigore, tornando magari ad investire con un bilancio finalmente “in salute”: almeno cinque anni secondo Berutti, mentre Bardone preferisce essere più cauto e non esprimersi, augurandosi di certo un “decorso” più breve che gli consenta entro il termine del suo mandato, di ritornare a fare politica, anziché limitarsi a gestire l’ordinario, limitando i danni.

 

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