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Mercoledì 16 Gennaio 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Cavallo con calesse

Da anni si dice che la festa di Santa Croce debba essere ripensata e rivista nei suoi contenuti, che abbia urgente bisogno di un “maquillage” per adeguarla ad un pubblico che negli anni ha mutato esigenze e curiosità. A partire dalle giostre in piazza Allende, eterno dilemma ancora senza alternative, nonostante il tempo per cercarle e trovarle non sia mancato, per proseguire con le bancarelle, sempre identiche, quasi da mercato rionale, infarcite di merce talvolta di dubbia provenienza. Il pianoforte gigante di piazza Duomo, vera novità di una festa comunque un po’ anonima, ha fatto da traino alla tradizionale tombola, tornata ad essere il momento clou, complice anche la benedizione di un clima assai clemente. Quindi, tutti ordinatamente seduti in silenzio come neppure a scuola, compresi i bravissimi ragazzi che sino a qualche istante prima avevano suonato il pianoforte saltellando sulla tastiera a pavimento, per tentare la fortuna con i numeri, una gara a chi si portava a casa l’ambita somma di 500 euro per la tombola. Anche in questo caso, al di là degli sforzi di quanti sul palco si sono prodigati per trasformare l’estrazione dei numeri in un evento da villaggio turistico, la formula andrebbe ristudiata in veste più moderna ed attraente. Ma temo che l’anno prossimo tutto sarà, ancora una volta, uguale. Torna allora alla mente il tempo che fu, quando, come si dice, si stava peggio. Un manifesto dell’epoca annunciava, in occasione di Santa Croce, la “Grande fiera di cavalli e muli”, la “Fiera di bovini”, la gara di “Tiro alle quaglie” e corse ciclistiche, tutte con premi in denaro. In via Emilia, la “Grande Illuminazione Fantastica” ed infine, la tombola con premi di 50 lire per il terno, 100 per la cinquina e, udite udite, “Cavallo con finimenti e calesse” per la tombola. Correva l’anno 1902…

Neo Samaritano

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