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Sabato 15 Dicembre 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Berutti: ‘Per punto nascite fatto il possibile. La sinistra ha tradito le sue promesse’

"Un ricorso al Tar allora sarebbe stato inutile, avevemo già ottenuto il mantenimento del Dea per l'ospedale". Riguardo i licenziamenti Asmt Gas: "I sindacati si erano disinteressati della vicenda, ma ora accusano me"

Intervista a Massimo Berutti, ex Sindaco di Tortona, ora Consigliere regionale di Forza Italia

Vicenda ospedale: la nuova delibera della Giunta regionale non ha sostanzialmente modificato la situazione per Tortona ed i Sindaci sono andati fino in fondo con il ricorso al Tar, cosa ne pensi?

“Confidavo, come tutti, che il percorso intrapreso con il Governatore Chiamparino portasse l’assessore alla Sanità ad entrare nel dettaglio, adattando la riforma alle criticità e peculiarità territoriali, affinché le risultanze si traducessero in attenzione vera e concreta ai bisogni di assistenza sanitaria dei cittadini. Ma così non è stato. Sono riusciti a disintegrare il sistema sanitario alessandrino. Esempio lampante della superficialità con cui hanno steso la riforma è dato dal fatto che prima è stato approvato il piano poi, solo in un secondo momento, hanno mandato Moirano a fare il sopralluogo. Il declassamento, tra gli altri, dell’ospedale di Tortona costituisce una ferita insanabile. Le piccole aperture dell’assessore sono prive di qualsiasi criterio oggettivo e di qualsiasi sostanza; basate esclusivamente su ragioni di carattere politico volte a dare qualche contentino agli amministratori locali. Condivido e appoggio la determinazione dei Sindaci del tortonese che hanno deciso di fare ricorso al Tar contro le scellerate decisioni di Chiamparino, Saitta e Moirano. All’attuale Giunta regionale è mancata la volontà, dimostrata dal precedente governo di centro destra, di condurre una battaglia nazionale laddove si sarebbero dovute difendere le peculiarità del territorio. Nei prossimi mesi assisteremo a chiusure di ospedali e reparti, alla cancellazione di centinaia di posti letto, all’esplosione delle liste d’attesa. Alla fine noi cittadini avremo, a livello regionale, una riduzione dell’assistenza sanitaria, senza reali benefici sul bilancio, in quanto questa riforma scellerata non farà altro che aumentare la mobilità passiva. La cosa che più mi infastidisce da cittadino, prima ancora che da consigliere regionale, è il fatto di essere stato preso in giro da Chiamparino (anche se naturalmente io non l’ho votato) che in campagna elettorale, è venuto nella nostra città elogiando il nostro ospedale e tranquillizzando sul fatto che lo avrebbe tutelato. Ed invece ce lo sta spacchettando poco alla volta: mi sembra l’alter ego regionale di Renzi… Si doveva trovare un punto di equilibrio soprattutto per un territorio di confine come il nostro che non può essere ragionato solo in termini numerici ed è qui che la politica avrebbe dovuto fare la sua parte”.

Una frase spesso ripetuta in queste settimane, riguarda l’”occasione persa” di ricorrere al Tribunale Amministrativo al tempo della chiusura del punto nascite; era un’opzione che avevate preso in considerazione?

“Già nel 2011 uscì un piano aziendale stilato dall’Agenas che prevedeva il declassamento del nosocomio di Tortona da ospedale cardine ad ospedale di territorio. Alla luce di quello che stava succedendo, appena venni a conoscenza del rischio declassamento, mi attivai fin da subito, scontrandomi brutalmente con Cota, Monferino e la Giunta regionale e facendo sentire la voce del territorio. All’epoca una soluzione, seppur con sacrifici, si trovò, in quanto, proprio grazie al mio intervento e alla mia tenacia, la Giunta regionale adottò una nuova delibera con la quale si prevedeva un Dea di primo livello formato dall’integrazione funzionale di due presidi che mantenevano le rispettive sedi, ossia Tortona e Novi Ligure. Seppur dovendo sacrificare qualche reparto, permise ad entrambi gli ospedali di rimanere Dea, con pari dignità, concentrando alcune specificità a Tortona ed altre a Novi. Quindi di fronte a una convergenza di buon senso della Giunta Cota, nonostante le enormi difficoltà di bilancio che si trovava ad affrontare (lasciatigli in eredità dalla Giunta Bresso di centro sinistra), ritenni di non fare ricorso al Tar anche perché sarebbe stato basato sui dati di un punto nascite i cui parametri dei 1.000 parti all’anno sono previsti da una legge nazionale. Peraltro il risultato da me ottenuto si concretizzò trovando fondamento su due aspetti importanti: la ristrutturazione ed inaugurazione della Cardiologia, stanziamento e ripresa dei lavori per la ristrutturazione del pronto soccorso (Dea), ancora in essere. In più erano previsti anche 20 posti letto per la riabilitazione (RFF). Per cui tutto quello che è stato detto per scaricare responsabilità sul sottoscritto lo rimando ai vari mittenti, perché tutto quello che potevo fare allora l’ho fatto portando anche a casa il risultato”.

Altro argomento “caldo” in città riguarda il licenziamento di tre operai ex Asmt del settore gas, ora gestito da Sime; i Sindacati hanno fortemente attaccato la tua amministrazione accusandovi di non aver tutelato i lavoratori quando la municipalizzata è stata venduta. Cosa rispondi?

“Quando si perdono posti di lavoro è sempre desolante, e questo mi addolora, ancor di più in uno scenario come quello attuale. Detto questo, vorrei ricordare che nonostante il buco di bilancio che ci siamo trovati al nostro insediamento e seppur in mezzo a mille difficoltà, innumerevoli sacrifici chiesti ai tortonesi e fatti anche da noi amministratori, ci siamo sempre posti la prerogativa di non sacrificare i posti di lavoro. Questo principio lo abbiamo applicato quando abbiamo deciso la messa in liquidazione della società Atm – il “buco nero” del Comune di Tortona – e il conseguente riaffidamento dei servizi con concessioni a terzi. Per i lavoratori dipendenti della società abbiamo siglato accordi sindacali che garantivano il mantenimento del posto di lavoro e dei diritti acquisiti. Anche nel caso della vendita della società che gestiva le farmacie comunali, Farmacom, è stato sottoscritto un accordo sindacale che garantisce ai lavoratori, per 44 mesi, il posto di lavoro e i diritti acquisiti. E i sindacati hanno sempre ringraziato per l’atteggiamento tenuto. In tutti i casi in cui si è parlato di cessioni, o di cambiamenti, i sindacati se non convocati direttamente da noi, si sono presentati per rivendicare i diritti dei lavoratori ed intraprendere con l’amministrazione una concertazione volta a garantirli e tutelarli. Nel caso di Asmt nessuno si è posto il problema, eppure la vicenda è stata lunga e l’asta è andata deserta diverse volte; di occasioni per chiederci un incontro ce ne sono state parecchie, ma ci è stato chiesto solo a cessione avvenuta. Forse erano tutti certi che l’Amministrazione non sarebbe mai riuscita a vendere le partecipazioni azionarie detenute in Asmt e così hanno fatto finta di niente, fregandosene dei lavoratori. Questo dimostra che c’è stato un atteggiamento sbagliato da parte dei sindacati e non del sottoscritto (o magari avevano ricevuto rassicurazioni dai novesi che non si sarebbe venduto. Del resto un grande politico diceva che “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca”)”.

Si è chiuso nei giorni scorsi in Tribunale ad Alessandria il processo legato alla vicenda Idrocons, come commenti?

“Sono soddisfatto, naturalmente. Avevo la coscienza pulita allora e ce l’ho anche adesso. Questa vicenda è andata avanti dieci anni e non ha prodotto nulla contro di me o gli altri interessati a dimostrazione che è una cosa nata non si sa ancora bene per quale ragione, perché si è sempre agito in buona fede e nel rispetto della legge. Quello che più mi amareggia è che alcuni giornali hanno pensato bene di strumentalizzare tutto puntando sulla mia persona partendo dal ruolo politico e istituzionale ricoperto, ai vari livelli, in questi dieci anni”.

In questi mesi il nostro territorio è stato flagellato da furti, cosa pensi si debba fare?

“Naturalmente non si può muovere l’esercito ma ritengo sia giunta l’ora che il governo centrale faccia una mappatura delle scorte e le tolga a chi non ha titolo per averle e che aumenti gli stanziamenti da destinare alla sicurezza. In questo modo, magari, riusciremmo ad avere Carabinieri e Poliziotti da destinare nelle zone che più ne necessitano. Detto questo credo che soprattutto oggi, si debba ricorrere all’uso della tecnologia partendo dai punti di controllo legati a telecamere e riduttori di velocità con sistemi di lettura delle targhe e segnalazione di quelle rubate o false. Insomma un sistema tecnologico integrato di livello, solo così si può monitorare un territorio vasto”.

Parliamo di politica: come sta il tuo partito a tutti i livelli? Con l’elezione del nuovo Capo dello Stato, Forza Italia è uscito sconfitto, cosa pensi di quello che è successo e del nuovo presidente?

“Il Presidente della Repubblica mi sembra una persona molto seria. Valuteremo il suo atteggiamento a poco a poco che entreremo nel vivo del suo settennato. Il mio partito, non è uscito bene da questa vicenda. Berlusconi ha fatto male a fidarsi di un ciarlatano… Credo anche sia stato un errore, quando è emerso il nome di Mattarella, non mettergli subito il “cappello” votandolo. Questa partita del Colle e il “Patto del Nazareno” hanno dimostrato che è giunto il momento di cambiare i vertici del nostro partito. Berlusconi ha una leadership unica anche se ha fatto qualche errore, ma gli attuali consiglieri del presidente devono farsi da parte. Va aperto un grande laboratorio all’interno del partito. La dimostrazione ce la fornisce il PD che nel 2010 era in coma; ha iniziato un confronto interno che lo ha rinforzato. E questo nonostante non abbia introdotto grandi fenomeni”…

Come vedi Forza Italia e il centro destra a Tortona?

“Si deve iniziare a riorganizzarsi e naturalmente per Forza Italia auspichiamo ci possa essere il congresso in tempi rapidi per consentire di inserire forze nuove nell’assetto che ha governato la città di Tortona per quindici anni. Naturalmente la politica è fatta di idee concrete e critiche come tale bisogna iniziare un percorso graduale fatto di sostanza. Si deve iniziare un confronto aperto e costruttivo finalizzato a impostare un lavoro che possa portare ancora al governo della città”.

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