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Domenica 24 Marzo 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Ancora nulla di fatto per gestore unico acqua

Tutto bloccato per l'acquedotto di Costa V. che l'Ato6 vorrebbe fosse ceduto gratuitamente

All’incirca un anno fa, il 2 aprile 2016, presso la Soms di Costa Vescovato, si teneva l’incontro sul problema dell’affidamento e gestione dei servizi idrici. La riunione, al quale parteciparono i consiglieri regionali Massimo Berutti (Forza Italia) e Walter Ottria (PD), aveva lo scopo di informare la popolazione sulla “guerra dell’acqua” in corso tra l’Ambito territoriale alessandrino (Ato6) e la Regione Piemonte, contro i Comuni che mantenevano ancora la gestione autonoma del proprio acquedotto. La questione infatti, riguarda le norme per l’affidamento dei servizi idrici ad un gestore unico per ogni ambito territoriale, previste dal decreto “Sblocca Italia”. Nel caso del Comune di Costa Vescovato, fin dal gennaio 2015, è in corso un “braccio di ferro” tra il Sindaco Fabio Boveri e l’Ato6. In particolare l’Ambito territoriale aveva scritto più volte chiedendo che, in ottemperanza alle norme del decreto, il Comune di Costa provvedesse al conferimento gratuito e obbligatorio dell’acquedotto al gestore unico, arrivando ad escludere con una delibera la possibilità (seppur prevista dallo stesso decreto “Sblocca Italia”) di mantenere la gestione autonoma. Ato6 si spingeva a prefigurare anche un eventuale “danno erariale” a carico del Comune in caso di mancato conferimento entro sei mesi dalla comunicazione. Come avevamo già avuto occasione di scrivere un anno fa, la questione presenta contorni davvero grotteschi che, a distanza di oltre dodici mesi, non sembrano essere stati risolti. L’Ambito territoriale infatti, nonostante le reiterate pretese e “minacce”, ancora oggi non ha individuato il fantomatico “gestore unico” (l’Apse Acque Piemonte Sud-Est, che doveva unire Gestione Acqua e Amag, non è mai diventato operativo) e nemmeno aggiornato il Piano d’Ambito che risale ancora al 2007. Il paradosso resta evidente, con la pretesa del conferimento presso un “gestore unico” al momento inesistente e il mancato riconoscimento, per il Comune di Costa, dell’eccezione prevista dal comma 5 dell’art. 148 (DL 152/2006): “Fermo restando la partecipazione obbligatoria all’Autorità d’ambito di tutti gli enti locali, l’adesione alla gestione unica del servizio idrico integrato è facoltativa per i comuni con popolazione fino a 1.000 abitanti inclusi nel territorio delle comunità montane, a condizione che la gestione del servizio idrico sia operata direttamente dall’Amministrazione ovvero tramite una società a capitale interamente pubblico e controllata dallo stesso Comune. Sulle gestioni di cui al presente comma l’Autorità d’ambito esercita funzioni di regolazione generale e di controllo”. La situazione dunque, rispetto ad un anno fa, risulta assolutamente bloccata, nonostante Ato6 abbia ottenuto in questi mesi la cessione di alcuni acquedotti indipendenti di altri Comuni alessandrini. Restano fuori solamente Costa Vescovato e Voltaggio, che resistono e non intendono minimamente cedere.

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