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Lunedì 20 Maggio 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

A quando la presentazione studio idrologico-idraulico per il torrente Grue?

Località Grua

Dopo l’alluvione dell’ottobre 2014 con la piena del torrente Grue, che interessò una vasta area urbanizzata del territorio della nostra città, sita a nord, molti pensarono, ed a ragione, che tra le cause non vi fossero solo i cambiamenti climatici ma anche l’azione dell’uomo. Evidente a tutti parve la necessità che la Regione Piemonte, competente sul torrente, si muovesse, e sollecitamente, per ridurre consistentemente il rischio idraulico presente sulla zona nord della città, e sui territori urbanizzati di altri comuni. Si evidenziò la necessità di uno studio idrologico idraulico, che molti ritenevano dovesse essere realizzato o commissionato direttamente dalla Regione; o che fossero assegnati i fondi per la sua realizzazione alla Provincia; ente sovraterritoriale e quindi adatto allo scopo di curare equamente, sovra territorialmente, gli interessi di tutti, alla riduzione del rischio idraulico. Invece la Regione, a seguito di indicazioni dirigenziali, e con scelta amministrativa, affidò la realizzazione dello studio idrologico-idraulico, che deve interessare tutta l’asta del torrente Grue, al Comune di Viguzzolo, qualificandolo come capofila dei Comuni interessati. Nel corso dell’anno 2015 il Comune di Viguzzolo ha peraltro realizzato in sponda destra ed a monte del ponte della S.P. 99 (Tortona-Rivanazzano), un argine a difesa della zona industriale e di una parte “bassa” dell’abitato. L’argine ha come effetto evidente il reindirizzamento delle acque di piena verso la sponda sinistra e verso il territorio di Tortona, con modalità variabili a seconda dell’evento di piena e con un innalzamento delle acque di piena, che determina un generale incremento del rischio idraulico per questo territorio per la sponda tortonese. Nulla risulterebbe abbia, per lo meno formalmente, eccepito il Comune di Tortona. A quasi due anni dall’alluvione le risultanze dello studio idrologico (si sottolinea idrologico) – idraulico non sarebbero, purtroppo, ancora disponibili. Sarebbe auspicabile per Tortona chesi evitasse di giungere a situazioni analoghe a quelle che, su analoghi problemi di tipo idraulico, interessano altre città; ad esempio la città di Genova, più volte colpita da eventi di piena con effetti gravi e, purtroppo, a volte gravissimi, con ingenti danni e perdite di vite umane. Fatti di cronaca che non hanno lasciato esenti da accertamenti, approfondimenti ed inchieste sulle scelte relative alla pubblica sicurezza fatte da enti ed amministratori. Nel frattempo si ha notizia, dal sito internet del Comune di Tortona, dell’intenzione dell’attivazione, o della attivazione già avvenuta, di una pratica tecnico-amministrativa, utilizzante le ordinanze statali e regionali post alluvionali, finalizzata alla riduzione del rischio idraulico originato dal torrente Scrivia, a mezzo del prelievo in alveo di una grande quantità di sedimenti (ghiaia e sabbia di ottima qualità), pari a metri cubi un milione cento ventimila (1.120.000 metri cubi) a compenso di opere da eseguirsi. Il valore economico dei sedimenti da rimuovere fa pensare che sarebbe possibile destinare almeno una parte dei lavori da realizzare a compenso alle opere per ridurre il rischio idraulico a carico della zona nord della città di Tortona per le piene del torrente Grue. Il prelievo di sedimenti come attività economica, deve essere accompagnato e subordinato all’interesse pubblico di ridurre il rischio idraulico ed alla tutela dell’ambiente. Quanto sopra pare auspicabile, necessario, ed indispensabile, anche in un’ottica di utilizzo del valore dei sedimenti, con le adeguate priorità ai fini di pubblica utilità (e lo è la riduzione del rischio idraulico!). Il rischio idraulico che, allo stato attuale, incombe sui territori urbanizzati della città di Tortona, è per la parte più rilevante incontestabilmente determinato dal torrente Grue. Nel frattempo si ha notizia (“La Stampa” del 6 luglio 2016) che lo studio idrologico-idraulico avrebbe definito le opere da realizzarsi e che queste costerebbero venti milioni di euro (€ 20.000.000). Pare assolutamente inappropriata, e non accettabile, una procedura che venisse attuata definendo opere, come pare dall’articolo, cercando la condivisione responsabile (quanto?) delle Amministrazioni, prima di avere presentato la bozza dello studio idrologico-idraulico, che evidenzi le modalità di espansione delle acque di deflusso di piena sui territori, sia in fase storica, (autunno 2014), che in fase attuale, che in fase progettuale (proposta da chi produce il servizio) per dati tempi di ritorno. Dall’articolo del giornale “La Stampa”, non si spiegano comunque chiaramente (si capirebbe dai producenti lo studio) quali sarebbero le opere da eseguirsi. Si ritiene comunque che l’onere da esse derivante, dovrebbe essere congruamente determinato, specie di questi tempi, e dovrebbe inoltre essere, in buona parte, compensato con il valore plurimilionario dei sedimenti sabbioso-ghiaiosi presenti in Scrivia, e che invece parrebbe si vogliono prelevare senza fare opere necessarie ed indispensabili per la riduzione del rischio derivante dal Grue. Con le Amministrazioni locali, dovranno esserci tutte le condivisioni del caso; ma solo dopo avere visionato, da parte loro, la bozza dello studio idrologico-idraulico; altrimenti uno studio sarebbe inutile allo scopo; e/o comunque non sarebbe uno studio. Non sarebbe uno studio idrologico-idraulico. Sarebbe un progetto e non basato sulle conoscenze tecnico-scientifiche attualmente disponibili. Considerato quanto riportato nell’articolo de “La Stampa”, già citato, viene spontaneo da chiedersi: ma come sono stati valutati gli interventi da fare se non sono stati pubblicati i risultati dello studio idrologico-idraulico? Ed inoltre: è presente lo studio idrologico-idraulico e non è stato pubblicato? Non sarebbe stato opportuno, anzi necessario, pubblicare prima i risultati dello studio e poi definire e pubblicare le valutazioni sugli interventi da fare? Comunque le Amministrazioni locali, in quanto professionalmente, tecnicamente, scientificamente, inabili alla valutazione in acquisto, ed alla realizzazione e valutazione tecnico-scientifica dello studio idrologico-idraulico, non potranno essere ritenute corresponsabili degli effetti dello studio medesimo a fronte di scelte che si rivelassero non adeguate, oltre che eccessivamente costose. Tanto meno potranno essere ritenute responsabili della gestione, nel corso di più decenni, dell’asta del torrente Grue. Evidentemente le Amministrazioni locali, saranno responsabili della successiva attuazione pratica delle misure operativamente previste nello studio idrologico-idraulico e solo per quanto di loro competenza, e non per quanto sovraordinato. Infine, si evidenzia che è improprio parlare di studio idraulico: quel che necessita è uno studio idrologico-idraulico; e che abbia come prima intenzione programmatica l’indicazione precisa e vincolante dell’Autorità di Bacino del Po, e cioè “fare laminare il corso d’acqua”, quindi fare espandere il corso d’acqua ove possibile lungo tutta la sua asta.
Dott. ing. Giorgio Cremonte

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