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Mercoledì 16 Gennaio 2019     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Mostri di Halloween

La scorsa settimana l’Italia ha riscoperto l’antisemitismo, complici i tifosi della Lazio, sempre in prima fila in questo genere di eventi. Abbiamo finalmente toccato con mano quanto vale oggi la nostra “memoria”, quella che dovrebbe impedire il ripetersi di orrori già vissuti, e scoperto che vale molto poco. L’episodio degli adesivi di Anna Frank in divisa della As Roma è solo l’ultima delle dimostrazioni di quanto l’esercizio della “memoria” sia ormai ridotto a vuote formule retoriche in commemorazioni tristi, ripetitive, formali e sempre meno sentite. La dimostrazione di questo squallido arretramento culturale emerge anche nelle reazioni di chi ancora mostra un minimo di interesse, ormai manifestato quasi solo attraverso la condivisione su internet di hashtag come “siamo tutti Anna Frank”, utili solo ad appiattire ulteriormente la portata del tema, immergendolo nel calderone degli inutili argomenti di tendenza, che si dimenticano dopo qualche ora. Nella stessa settimana nel Castello di Piovera si è tenuta una festa di Halloween dal tema francamente sconcertante: Das asyl vergessen, “il manicomio dimenticato”, manicomio nazista ovviamente. Si tratterebbe di un “horror tour”, giunto peraltro alla terza edizione: “un’avventura dal taglio cinematografico da vivere in prima persona, ambientata ai tempi della Seconda Guerra Mondiale…i partecipanti vivranno un’esperienza immersiva di terrore e angoscia tra i saloni, i corridoi e le segrete del maestoso Castello di Piovera”. Una casa degli orrori a tema nazista insomma, ingresso 20 euro. Ecco dunque ciò che resta della nostra “memoria”: festa a tema con biglietto di ingresso, per “vivere un’esperienza di terrore”. Mengele, Eichmann, Heydrich, architetti ed esecutori dell’Olocausto diventano un’attrazione di Halloween come zombie, vampiri e il mostro Frankenstein o la famiglia Addams. L’orrenda realtà degli esperimenti pseudoscientifici sulle cavie ebree, il programma di eutanasia di portatori di handicap e malati, diventano lo spunto per il “manicomio dimenticato”. Non bisogna sorprendersi dunque per le vignette di Anna Frank o l’antisemitismo in aumento; perché se questo è lo stato della nostra “memoria”, al modico prezzo di 20 euro per l’ingresso, allora tutto è lecito. Un ultimo dettaglio, non secondario, è l’infelice scelta del posto per questo mercimonio di memoria. Il Castello di Piovera infatti ha conosciuto davvero l’orrore nazista. Il 13 dicembre del 1944 Paolo Rossi, partigiano e comandante della 108’ brigata, venne catturato in un rastrellamento, condotto nei sotterranei del castello e qui sottoposto a indicibili sevizie per due giorni senza però rivelare nulla sui suoi compagni di lotta. Ridotto ormai in fin di vita fu lasciato a morire in un fosso sulla strada per Alessandria vicino a Castelceriolo. Non esiste un modo per vedere questo “evento” sotto una luce positiva, nessuna velleità educativa che possa giustificarlo se non l’assenza di vergogna e di “memoria”. Cinquanta milioni di morti, sei dei quali ebrei sterminati nei campi, per farci vivere, settant’anni dopo, “un’esperienza immersiva di terrore” a soli 20 euro per un fantastico Halloween.

Andrea Balossino

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