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Lunedì 20 Novembre 2017     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Accoglienza migranti: il punto sulle attività a Villa Pedevilla

Intervista a Fabio Gandi, responsabile cooperativa Villa Ticinum di Pavia che gestisce la struttura

I flussi migratori verso l’Europa continuano a crescere. Dall’anno 2015 l’incremento degli arrivi sulle coste italiane è stato costante e confermato anche nei primi sei mesi del 2017. Avete registrato questa crescita anche nel nostro comune?
“Per il momento no. È però vero che durante l’estate, come abbiamo notato negli ultimi anni, il flusso di migranti cresce notevolmente, obbligando le Prefetture a preparare continuamente nuovi bandi per l’accoglienza, ma finora non abbiamo riscontrato un incremento significativo nelle nostre strutture”.
Il Governo ha introdotto nuove misure per la gestione dell’emergenza migratoria. Il decreto Minniti mira a semplificare le procedure di riconoscimento dello status di rifugiato per ridurre i tempi di permanenza nelle strutture di accoglienza. È la strada giusta?
“Senza entrare nel merito delle scelte fatte dal Governo, ho l’impressione che non risolvano il problema. Nella nostra struttura ci sono ragazzi che attendono la prima udienza davanti alla Commissione territoriale (di Genova n.d.r.) da oltre un anno. L’eliminazione di un grado di giudizio, come previsto dal decreto, rischia di essere un provvedimento inutile se le tempistiche per concedere anche solo la prima udienza sono così lunghe. Non bisogna dimenticare poi che questa lentezza nel procedimento ha come primo effetto quello di aumentare necessariamente il numero dei centri di accoglienza, creando così un circolo vizioso, aumentando la frustrazione dei richiedenti asilo e delle comunità ospitanti”.
Cosa puoi dirci del progetto Macramè e delle attività di pubblica utilità svolte dai richiedenti asilo?
“Su questo argomento devo dire che da parte di tutti gli aderenti al progetto “Macramè” serve forse una maggiore pubblicità delle attività che svolgiamo. Non siamo stati bravi a segnalare alla popolazione tortonese quali lavori sono stati svolti dai richiedenti asilo, che hanno collaborato nell’allestimento di alcune manifestazioni cittadine; ad esempio durante i concerti in ricordo di Perosi o negli eventi orionini. Alcuni hanno aiutato associazioni locali, come nell’imbiancatura dei garage nella sede della Croce Rossa o nella sistemazione dello stadio “F. Coppi”.
Quanti richiedenti asilo partecipano a queste attività?
“Purtroppo anche su questo argomento si tende a cadere nella demagogia facile e non è raro sentire lamentele sul fatto che troppo pochi hanno voglia di rendersi utili. In realtà non tutti gli ospiti possono partecipare ai progetti di lavori socialmente utili. Solo chi ha sostenuto il corso di formazione e sicurezza infatti, può svolgere queste attività e dunque solo quanti padroneggiano a sufficienza la nostra lingua da poter comprendere le istruzioni utili allo svolgimento del lavoro, quale che sia. Ci sono poi richiedenti asilo che frequentano i corsi serali per poter sostenere l’esame di terza media e che, dovendo studiare, non possono sempre partecipare alle uscite di lavoro”.
Quali sono i progetti per il futuro?
“L’Opera orionina ha avviato i lavori di ristrutturazione della parte ancora non agibile dell’ex convento delle suore cieche dove abbiamo allestito la nostra struttura di accoglienza. In questi locali ci piacerebbe ricavare spazio per attività di laboratorio, in particolare falegnameria e una ciclo officina, che sono utili anche in prospettiva, dal punto di vista lavorativo”.
Andrea Balossino

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