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Giovedì 15 Novembre 2018     -     Redazione via Emilia 49, Tortona (AL)            

Comuni di Tortona e Pontecurone contrari all’utilizzo cava Montemerla per Terzo valico

La cava Montemerla a Tortona, allagata dopo l'alluvione 2014 del torrente Grue

Si è tenuta martedì 20 settembre, in Regione a Torino, la prima riunione della conferenza dei servizi finalizzata all’esame del documento presentato lo scorso agosto da Cociv relativo all’aggiornamento del piano di reperimento del materiale di risulta per i lavori del Terzo Valico dei Giovi, che in seguito all’avallo dell’Amministrazione Marguati nel 2006 ha mantenuto la cava Montemerla tra i siti di deposito del materiale. Dopo l’illustrazione del documento e siti individuati, la parola è passata ai rappresentanti degli enti presenti che hanno potuto formulare osservazioni e manifestare le proprie posizioni al riguardo. L’Amministrazione comunale di Tortona, rappresentata dal Sindaco Gianluca Bardone, ha evidenziato che l’elaborato presentato prevederebbe, nonostante i pareri di contrarietà già espressi, il conferimento di un’importante quantità di materiale (per mc 1.700.000) nella cascina Montemerla. Il Sindaco ha evidenziato ancora una volta che l’area sorge di fatto a ridosso del centro abitato, nelle vicinanze del più grande centro commerciale di Tortona, in uno dei quartieri residenziali più popolosi dell’intera città. Inoltre, a seguito dell’alluvione dell’ottobre 2014, l’area è stata allagata per l’esondazione del torrente Grue. Proprio per questo era stata approvata ed a suo tempo trasmessa alla Regione Piemonte, una mozione del Consiglio comunale per escludere la Montermerla dalle aree destinate ad ospitare il materiale proveniente dagli scavi del Terzo Valico, suggerendo che il sito fosse destinato esclusivamente ad area di riempimento in caso di esondazione. L’elevata pericolosità della zona è stata confermata in un recente studio geologico commissionato dal Comune di Tortona per la verifica di compatibilità idraulica e idrogeologica. Inoltre sono state ribadite le ragioni che hanno determinato l’intervento “ad opponendum” nell’interesse del Comune di Tortona, nell’ambito del ricorso presentato al Tar del Lazio da Cociv contro il Ministero dell’Ambiente, che aveva imposto precise prescrizioni a salvaguardia dei rischi di contaminazione ambientale da amianto. “L’Amministrazione coerentemente con la mozione approvata in Consiglio comunale, sarà irremovibile per quanto riguarda lo stralcio di questo sito dal piano – ha dichiarato il Sindaco Bardone – ribadisco il mio “no” all’uso della cava Montemerla come deposito del materiale di scavo del Terzo Valico, certo che nessuna relazione idrogeologica potrà convincere me o i cittadini sull’idoneità del sito, che ricordo, per ben due volte nel 2014 è stato invaso dalle acque del Grue”. Anche il Comune di Pontecurone (presente il Sindaco Rino Feltri) si è espresso contrariamente all’inserimento della cava Montemerla per i rischi che potrebbero derivare sia in fase di riempimento, che dopo lo stoccaggio. La Regione Piemonte ha chiesto a tutti gli enti intervenuti di far pervenire le osservazioni entro dieci giorni, per poi procedere con l’iter e consentire a Cociv di replicare nei termini previsti dalla legge.

I dubbi del Movimento No Tav

Lette le recenti dichiarazioni del Sindaco Bardone, che ribadisce la contrarietà del Comune di Tortona all’utilizzo della cava Montemerla come sito di deposito per i materiali di scavo del Terzo Valico, ci chiediamo, e giriamo le domande al Comune:
– poichè il Cociv vuole a tutti i costi quell’area, come intende il Comune di Tortona contrapporsi ad interessi che, nei fatti, ha già sostenuto e difeso, sostenendo da sempre l’utilità del Terzo Valico, firmando ancora di recente il patto col territorio del Ministro Delrio, contrattando i finanziamenti delle compensazioni e concedendo l’uso di numerose altre cave in città, tra cui Castellotto 1 e 2, Castello Bollo, Cascina Pecorara (concessa alla ditta Allara dopo aver dichiarato che nulla c’entrava con i lavori Tav)?
– Si dice no alla Montemerla perché troppo vicina alla città e ben visibile dalla statale, ma le altre cave non suscitano preoccupazione? Certo, sono meno visibili, come quelle all’uscita dell’autostrada (che hanno addirittura un’uscita “riservata” dal casello, come specificato nel piano cave).
– E poi: si è fatta in fretta e furia, alla “modica” cifra di circa 50 milioni di euro, una tangenziale, inaugurata in pompa magna e poco usata, con non poche criticità, che servirà solo ai Tir per trasportare smarino direttamente nelle cave. E’ consapevole il Comune della pericolosità del trasporto e deposito dello smarino (contenente amianto, dalle fibre sottili e volatili, facilmente disperdibili nell’aria, nella terra e nell’acqua)? Se si, come mai il principio di precauzione non vale per tutte le aree interessate, nonché per il transito dei camion trasportanti lo smarino? (Per favore, non appellatevi all’esondabilità dell’area: questo, noi che primi sollevammo la questione lo sappiamo bene, è un rischio aggiuntivo!).
– Minacciate di fermare i lavori (quindi potete, se volete) per avere ai tavoli istituzionali un rappresentante del territorio che lì si sieda per barattare salute e territorio per 60 milioni di euro in opere compensative!
– Opporsi all’uso della Montemerla è giusto e doveroso ma non può far scordare il rischio complessivo e l’inutilità dell’opera: è a questa, al Terzo Valico, che bisogna opporsi con decisione e con ogni mezzo. Non vorremmo assistere ad una replica del teatrino visto con l’ospedale: proclami che non hanno portato a nulla di fatto e smantellamento di servizi essenziali per la città!
– Quando verrà reso noto pubblicamente lo studio epidemiologico che chiediamo da anni ? Quali sono le relazioni tra l’incidenza di gravi patologie e le condizioni ambientali del tortonese? La diffusione dei dati non è più rinviabile: conoscerli è un diritto dei cittadini.
Noi procederemo con l’opera di informazione e confronto con la città, sempre più convinti che un’opera inutile, dannosa e gestita da ditte troppo spesso in odor di contiguità alle mafie del cemento ( vedi operazione “Triangolo” dell’antimafia ) non si debba proprio realizzare e che non esista alcuna compensazione che possa giustificare la svendita del territorio e della nostra salute.
Comitato No Tav
Terzo Valico Tortona

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